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Messa a Fuoco

Questo termine indica il punto in cui un fascio di luce si concentrano. Mettere a fuoco un soggetto vuol dire infatti far si che tale soggetto risulti nitido. Questo avviene avvicinando e allontanando determinate lenti/gruppi dal sensore.
Le moderne fotocamere hanno un sistema di autofocus che permette di lasciar gestire alla fotocamera la messa a fuoco. Ci sono vari tipi di autofocus, i sistemi attivi, solitamente, lavorano in due fasi: misurazione della distanza e regolazione della messa a fuoco sul sistema ottico
I modi più comuni per misurare la distanza sono gli ultrasuoni e la luce. Gli ultrasuoni vengono emessi dalla fotocamera che, misurando il tempo di ritorno del suono, calcola la distanza del soggetto.
Quando si utilizzano sistemi ad infrarossi la camera scandisce con luce infrarossa la scena e poi rileva l'angolo di riflessione da parte del soggetto.
I dati ricavati dalla misurazione vengono elaborati da un’unità elettronica che li adatta alla messa a fuoco vera e propria.
I sistemi passivi i sistemi passivi utilizzano la luce riflessa dal soggetto. In situazioni di scarsa luminosità, alcune fotocamere attivano una luce che illumina la scena. Le due misurazioni più comuni sono il rilevamento della fase e la misurazione del contrasto. La prima divide la luce che entra nell’obiettivo in due immagini e le compara. La seconda invece misura il contrasto rilevato dal sensore autofocus. Un maggiore contrasto determina una maggiore nitidezza, quindi la fotocamera prova a muovere la messa a fuoco fino a che non rileva il punto di “massimo contrasto”.

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Davide Damiano © 2008 - 2011 - All right reserved

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